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Desio, la rabbia del Pd: “In Consiglio comunale è vietato fare proposte”

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 18 Dic 2022   Posted by Gualfrido Galimberti


DESIO – Giovedì sera la reazione rabbiosa, ovvero la scelta di lasciare l’aula. A freddo, tuttavia, gli esponenti desiani del Partito democratico non rinunciano a fare sentire la loro voce su un fatto che ritengono davvero grave: “Non ci è stato permesso di presentare gli emendamenti. Una decisione politica camuffata da necessità tecnica: l’ennesimo teatrino regalato da questa amministrazione ai desiani”.

All’ordine del giorno era iscritto un tema molto importante per la città e per le ricadute sulla quotidianità di tutti i cittadini: l’adozione del nuovo Regolamento edilizio. I consiglieri di minoranza sul punto di leggere gli emendamenti preparati nell’ottica di fare proposte in senso migliorativo al Regolamento, vengono interrotti: il Presidente del Consiglio comunale Fabio Arosio, sospesa la seduta e sentita la segretaria comunale “per una verifica di ammissibilità”, comunica che vengono ammessi alla discussione 2 emendamenti sui 13 presentati. “Necessità di approfondimento tecnico”: questa la motivazione addotta.
“Intanto – commentano dal Pd – la maggioranza ha preteso di approvare il nuovo regolamento edilizio così com’era, senza leggere gli emendamenti, senza di fatto tenerne conto”.

Ai tecnici comunali, funzionari e dirigenti, il consigliere Giorgio Gerosa, ha chiesto quali fossero le motivazioni di tale presa di posizione e di indicare i punti degli così critici tali da costringere “ad un approfondimento tecnico”. Alla compagine politica il consigliere Roberto Corti, data la presa di posizione della maggioranza, ha chiesto formalmente il rinvio del punto iscritto nell’ordine del giorno al 22 dicembre, data del successivo consiglio comunale, per dare così tempo ai tecnici di analizzare gli emendamenti per dare quel parere tecnico che in consiglio comunale non sono stati in grado di fornire. Niente da fare: nessuna risposta dai dirigenti comunali e diniego dai consiglieri di maggioranza.

“Giovedì sera – afferma l’ex sindaco Roberto Corti – è successo un fatto che, a mia memoria, non ricordo sia mai avvenuto in 25 anni di attività politica dei quali, oltre 15, in consiglio comunale. Non è stato permesso ai consiglieri comunali di minoranza di fare proposte: tecnicamente si chiamano emendamenti. Noi abbiamo presentato le nostre proposte, ma la maggioranza e il presidente del consiglio si sono nascosti dietro un presunto fatto tecnico. Il presidente ha dichiarato gli emendamenti non ammissibili, perché necessari di un approfondimento tecnico. Ma quali erano questi quesiti così complicati dal punto di visto tecnico nella proposta “Nei cortili degli edifici esistenti deve essere consentito il parcheggio delle biciclette di chi abita o lavora negli edifici da esso accessibili”? Per decidere se nei cortili degli edifici si può mettere una bicicletta oppure no, serve un approfondimento tecnico? O ancora: Prevedere che ci debba essere nelle nuove costruzioni 2.5 posti bici ogni 100mq di superficie lorda invece che 1 posto, richiede un approfondimento tecnico? In totale, dei 13 emendamenti presentati, ne sono stati dichiarati ammissibili 2: uno che cambiava una parola e l’altro che correggeva un errore materiale. Ovviamente neanche una parola che motivasse, perché alcuni emendamenti, che addirittura andavano a correggere degli errori presenti nel testo, non potessero essere discussi. Gli emendamenti erano assolutamente tutti discutibili. La nostra la proposta poi di spostare il punto al 22 dicembre per dare tempo ai tecnici di analizzarli è nata dalla loro presa di posizione sull’inammissibilità degli emendamenti. Sono loro che non hanno voluto discuterli ed hanno usato strumentalmente, spalleggiati dal presidente del consiglio comunale, la scusa della non ammissibilità”.

Per Corti un atteggiamento irrispettoso nei confronti della figura del consigliere comunale che si è visto respingere in blocco una documentazione senza che se ne sia entrati nel merito: a tal punto da decidere di ritirare tutti gli emendamenti e a chiedere al presidente del consiglio la restituzione di quanto consegnato.

La consigliera Jennifer Moro ha sottolineato come, con spirito collaborativo, gli emendamenti in questione siano stati anticipati alla maggioranza senza che poi si sia ricevuto un riscontro. “Trovo che anche questa sia una mancanza di rispetto e ci dà la misura di come dobbiamo rapportarci con questa maggioranza – ha dichiarato Moro -. Sarebbe stato opportuno che la maggioranza comunicasse prima dell’inizio del consiglio la propria valutazione politica sugli emendamenti anticipati, e poi, in consiglio avrebbe avuto corso l’iter istituzionale. Poiché mandare un’e-mail che anticipa è un atto politico di condivisione, il non avere feedback già descrive la caratura politica di questa maggioranza che non ci ha fatto sapere niente. Ogni volta che vi sono dei temi di natura politica, vengono derubricati a livello tecnico. È ora che questo sistema finisca! Io mi aspettavo da questa maggioranza che avesse il rispetto adeguato e decidesse di spostare questo punto dell’ordine del giorno a giovedì 22 dicembre, per potersi confrontare sugli emendamenti perché meritano una discussione, in quanto sono stati pensati, ragionati, hanno un senso per la città e per questo stesso regolamento”.

Il consigliere Achille Taccagni è stato molto esplicito durante la seduta: “Questo è il consiglio comunale, questa è la seduta deputata a discutere politicamente delle questioni che riguardano il paese. Se gli emendamenti sono meritevoli di approfondimento, come dite, allora discutiamoli settimana prossima insieme al regolamento, altrimenti prendetevi la responsabilità di dire che non volete accettare nessun confronto. Dire che li possiamo presentare come osservazioni, come può fare qualunque cittadino nei casi previsti dalla legge, significa dire che il consiglio comunale non serve a niente: allora diciamocelo chiaro così risparmiamo tempo noi e il comune risparmia dei soldi”.

“Una cosa è certa: il regolamento edilizio – concludono dal Pd – è stato votato dalla maggioranza così com’era, lacunoso in talune parti e con errori e imprecisioni che gli emendamenti avrebbero potuto correggere. Non ammetterli, dicendo che sono meritevoli di approfondimento, significa prendere in giro i consiglieri comunali e i cittadini, perché nessuno farà mai più un approfondimento su un testo già votato. E quella presa dalla maggioranza è, in tutto e per tutto, una decisione politica. Quando l’amministrazione Gargiulo si assumerà le responsabilità delle decisioni politiche che prende senza nascondersi dietro “al dito” dei tecnici? Quando la maggioranza dimostrerà coi fatti e non solo a parole di rispettare le Istituzioni e i consiglieri tutti, all’insegna della reale partecipazione consentendo ai consiglieri di minoranza di ottemperare al loro compito?”.

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