Nel settembre scorso sono state immatricolate 126.679 autovetture a fronte delle 121.720 registrate nello stesso mese dell’anno precedente, pari a un rialzo del 4,07% (è il primo rialzo dopo quattro flessioni consecutive). Lo ha comunicato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, aggiungendo che nei primi nove mesi dell’anno sono state immatricolate 1.167.437 auto rispetto al 1.202.184 dello stesso periodo del 2024, con un calo del 2,89%.
I trasferimenti di proprietà sono stati invece 494.573 a fronte dei 443.993 registrati nel settembre 2024, con un aumento dell’11,39%. Il volume globale delle vendite mensili, pari a 621.252 unità, ha dunque interessato per il 20,39% vetture nuove e per il 79,61% vetture usate.
“L’interruzione del trend negativo, già prevista da Unrae, non costituisce un reale segnale di miglioramento, ma deriva solo dal confronto con un settembre 2024 già molto debole e dall’effetto del calendario, che nel 2025 ha un giorno lavorativo in più rispetto all’anno scorso. Il mercato si trova da tempo in una fase di stagnazione e il mese di settembre, confrontato col periodo pre-pandemico, mostra una perdita del 14,6% con 21.000 unità in meno”: così il presidente Roberto Pietrantonio.
“Grazie al lavoro di squadra con le altre Associazioni, abbiamo definito sei priorità di intervento che riteniamo fondamentali per rimettere l’automobile al centro della discussione politica ed economica del Paese, come merita. Parliamo di: 1) stabilità e chiarezza delle misure incentivanti, che siano semplici e strutturali; 2) un piano nazionale per le infrastrutture di ricarica e per le altre alimentazioni; 3) una riforma della fiscalità sull’auto aziendale, in linea con le migliori pratiche europee; 4) un sostegno concreto alla filiera industriale e artigianale italiana; 5) un supporto chiaro e trasparente ai clienti, per accompagnarli nella transizione; 6) una valorizzazione culturale dell’automobile e del trasporto su gomma, riconoscendone il ruolo di motore economico e sociale del Paese. Su questi punti siamo pronti, fin da subito, a mettere le nostre competenze ed energie a disposizione delle Istituzioni, per aiutarle a prendere decisioni rapide e decisive nell’interesse della collettività e della competitività dell’Italia”, ha concluso.
“Leggere in modo ottimistico la chiusura in territorio positivo a settembre sarebbe, a nostro avviso, un atto di superficialità rispetto al reale stato delle cose che si coniuga con l’esigenza di chiusura di un trimestre complesso, caratterizzato dalla costante flessione del canale privati: lo ha dichiarato Massimo Artusi, presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto.
“A settembre il contributo delle reti concessionarie in termini di auto immatricolazioni è stato oltre misura, rappresentando da sole il 13% del totale. Questo – aggiunge Artusi – spiega il risultato positivo del mese che, oltretutto, ha beneficiato di una performance numerica importante del noleggio, in particolare del lungo termine e di un giorno lavorativo in più. Gli incentivi in avvio ad ottobre, legati alla rottamazione e destinati unicamente alle BEV, potranno costituire un fattore di inversione della tendenza negativa? A nostro avviso no”.
“La strada maestra non è quella degli interventi di breve termine, per giunta concentrati sulle auto elettriche rispetto alle quali la risposta del mercato non è certamente adeguata alla visione del regolatore europeo ed ai target di vendita. Il nostro auspicio è che a partire dalla prossima legge di bilancio il Governo voglia dare un segnale di chiarezza nella direzione di scelte politiche in favore di un intervento strutturale, a partire dalla riforma del trattamento fiscale della auto aziendali e delle auto concesse in benefit ai dipendenti, che innescherebbe un circuito virtuoso di rinnovo del parco”, conclude il presidente di Federauto.

06 Ott 2025
Posted by Gualfrido Galimberti


