L’Italia conferma il primato in Europa per capacità ricettiva alberghiera. A rivelarlo è il X Rapporto sul sistema alberghiero italiano di Federalberghi, che fotografa un settore che contribuisce per l’11% al Pil nazionale secondo il WTTC. Il nostro Paese conta 32.943 alberghi, con 1,1 milioni di camere e 2,3 milioni di posti letto.
La categoria più diffusa è quella dei 3 stelle e delle RTA, con 18.182 strutture (55% dell’offerta), seguita dai 4 e 5 stelle (22,5%). Gli 1 e 2 stelle rappresentano invece il 22,3% dell’offerta. Negli ultimi vent’anni la struttura del sistema alberghiero è cambiata radicalmente: a inizio millennio, le strutture più numerose erano quelle a 1 e 2 stelle (49,3%) e i 4-5 stelle solo l’8,5%. Parallelamente è cresciuta la dimensione media degli hotel, che oggi conta 69,3 posti letto per struttura rispetto ai 37,6 del 1980.N La maggior parte degli alberghi (58%) e dei posti letto (51%) si concentra nel Nord. Il Trentino-Alto Adige guida per numero di strutture (5.380), seguito da Emilia-Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia e Toscana. Per camere disponibili, invece, l’Emilia-Romagna è al primo posto, seguita da Trentino-Alto Adige, Veneto e Lazio.
Al Sud e nelle isole gli alberghi hanno dimensioni maggiori: Calabria (119,6 posti letto), Sardegna (108,6), Puglia (100,2) e Sicilia (92,9). Nel 2024, il 61% dei turisti in Italia ha soggiornato in hotel, con 283,9 milioni di presenze (+3,1% rispetto al 2023) e 96,4 milioni di arrivi (+2,9%). Gli stranieri registrano un incremento più netto rispetto agli italiani, confermando il ruolo dell’Italia come meta internazionale di primo piano.
Secondo Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, “Il quadro che viene fuori da questo rapporto ci mostra un sistema che tiene. La capacità ricettiva ci contraddistingue in tutta Europa, sempre più visitatori orientano la propria scelta su un soggiorno in hotel e, ultimo ma non da ultimo, la crescita del turismo straniero a sua volta rivela la qualità di un’offerta che non delude, anzi fidelizza il viaggiatore”.
“Lo scenario internazionale nell’ultimo anno ha presentato diversi ostacoli che certo non hanno facilitato il movimento turistico straniero – ha aggiunto Bocca – i conflitti internazionali e la drammatica situazione in Medio Oriente hanno provocato un poderoso colpo di freno rispetto agli anni passati. Nel contempo, il nostro turismo interno ha subito una battuta d’arresto dovuta al sempre più alto costo della vita”.
“Io credo davvero che oggi – ha concluso Bocca – ogni seppur lieve crescita vada considerata al doppio del suo valore, poiché essa mostra l’andamento delle scelte di un turismo globale, capace di abbattere l’incertezza del progetto viaggio, anche a fronte di situazioni di potenziale pericolo. I dati, ribadisco, ci parlano di un sistema solido, ben distribuito, di strutture che hanno colto la sfida della riqualificazione per una maggiore competitività. Certo vi è sempre la possibilità di migliorare, dovremo concentrarci su questo. Ma intanto continuiamo a fare ciò che ci caratterizza, vigiliamo sul futuro”.

07 Dic 2025
Posted by Gualfrido Galimberti


